scenografia

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Difficilmente un video scolastico ha la possibilità (sia economica che temporale) di allestire scenografie ex-novo. Così, nella maggiorparte dei casi viene impiegato il set “naturale” offerto dalla scuola stessa. Ma nel caso di Succo di mela (che ha per soggetto il bullismo), la scelta del set scolastico non era una limitazione, bensì la soluzione ideale. Per questo corto abbiamo deciso di ridurre al minimo i luoghi utilizzati, girando più scene all’interno del medesimo luogo. Ciò contribuiva a dare al racconto quell’atmosfera di ripetitività oppressiva, di tempo congelato. In totale, i set di Succo di mela sono 4:

1. Corridoio

2. Aula dei mangiatori di pizza

3. Sala computer

4. Casa della Vittima

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CORRIDOIO

L’idea di partenza era: nessuna possibilità di fuga. La scena che apre Succo di mela mostra una vera e propria “gabbia”: un corridoio lungo m.6,42 e largo m.1,65. Un luogo chiuso da tutti i lati, secondo una situazione tipica di tanti polizieschi e thriller. Tale “effetto corridoio” verrà replicato in quasi tutte le scene successive.

Nella prima inquadratura la Vittima appare in piedi, immobile, ad una delle estremità del corridoio. Alle sue spalle c’è una porta chiusa. L’altra estremità è ostruita dal Bullo e dai suoi due compari. La sensazione di profondità è accentuata da una sottile linea bianca orizzontale che taglia il corridoio a circa cm. 160 di altezza, dividendo il muro in due parti dal colore leggermente diverso (verde chiaro sopra, verde più scuro sotto).

Per la Vittima l’unica possibilità è andare avanti, verso i suoi nemici, e dunque verso un’inevitabile punizione. Il Bullo gli sottrae la sua pizza e il suo succo di frutta e li scaraventa dietro di sé. Quindi afferra la Vittima alle spalle e la fa letteralmente volare fuori dal corridoio. Questa situazione si ripete per 4 volte. Le prime 3, con varianti minime, terminano tutte allo stesso modo. La quarta chiude il corto con una sorpresa: la Vittima è diventata il Bullo.

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L’AULA DELLA PIZZA

Se le scene del Corridoio presentano solo 4 attori (oltre ad un 5° che appare solo nell’ultima scena e in una sola inquadratura), l’Aula dei mangiatori di pizza ne introduce ben 12 (vedi scheda). Nessuno di loro, però, assume le funzioni di vero e proprio “personaggio”. Sono in tanti, ma è come se fossero uno solo. Restano seduti ai loro banchi, muti e immobili. A scadenze regolari, il Bullo entra nella loro aula e senza una parola comincia a distribuire la pizza sottratta alla Vittima. Infine si siede alla cattedra e controlla severo che ogni alunno consumi il boccone che gli è stato impartito.

Sempre nell’ottica di un “tempo congelato”, anche questa situazione si ripete per 3 volte, e in modo sempre più rapido (vedi soggetto).

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SALA COMPUTER

E’ il cuore oscuro del film. Mentre il Corridoio e l’Aula dei mangiatori di pizza sono inondati di luce, rischiarando ogni singolo dettaglio, la Sala Computer resta sempre immersa nel buio. L’unica fonte di luce è fornita dalle decine di schermi disposti sui banchi. Sono tutti accesi (di nuovo una scelta surreale e quasi kubrickiana) e trasmettono tutti la stessa cosa: una cartone animato di Ken il Guerriero, la famosa serie giapponese caratterizzata da un’efferata violenza. Ken introduce uno dei più importanti “sottotesti” di Succo di mela, ovvero il tema dei fumetti. 

Mentre gli altri set sono abitati da vari personaggi, in Sala Computer appare sempre e solo il Bullo (a parte l’intervento finale della Vittima nella penultima scena). Si tratta quasi di un suo “covo” privato, e l’inspiegabilità di questa circostanza rende ancor più inquietante il suo potere all’interno della scuola. Il Bullo si sistema tra due file di banchi, sorseggiando il succo di frutta rubato. L'”effetto corridoio” torna qui per la terza volta; e riemergerà in modo ancora più marcato nella scena dell’agonia del Bullo, che si trascinerà a morire proprio tra questi computer. Da notare un parallelo importante dal punto di vista scenografico: i computer sono immobili e inermi come gli alunni mangiatori di pizza.

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CASA DELLA VITTIMA

Unica eccezione in un film pieno di scene “ripetute”, questo set viene utilizzato una volta sola. Come la Sala Computer è il regno segreto del Bullo, la Casa è l’unico riparo della Vittima, il solo luogo in cui si sente al sicuro.

La sequenza mostra lo scorcio di una stanza, con la Vittima seduta al suo tavolino. “Tagliato” da un sinistro raggio di luce che trapela dalla finestra, il ragazzo prende una siringa e inietta del veleno in una confezione di succo di mela. Questo set rappresenta l’unico luogo extrascolastico del corto, e tale dettaglio è anche simbolico: solo quando è fuori dalla scuola la Vittima trova il coraggio di ribellarsi, di affrancarsi dal dominio (fisico, ma soprattutto psicologico) del Bullo.

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GLI OGGETTI

Punto di forza di ogni scenografia sono gli oggetti (fissi o mobili) che la popolano. Succo di mela deve gran parte del proprio senso alla sua oggettistica, che sa focalizzare ogni personaggio meglio di tante parole.

Sin dalla sua prima apparizione, la Vittima è connotata da 4 elementi, mostrati in modo ben distinto e disposti “a croce“: anche qui troviamo una simbologia religiosa, che rimanda alla scena del Bullo che distribuisce in modo sacrale la pizza rubata. Abbiamo dunque: in alto gli occhiali, in basso le penne nel taschino, a destra la pizza, a sinistra il succo di mela. Gli occhiali, secondo un vecchio stereotipo, connotano la Vittima come un ragazzo debole, timido e forse impacciato. Le penne nel taschino ci dicono che è un alunno diligente, magari fin troppo ossessionato dall’ordine. Questo dettaglio lo avvicina in modo inquietante all’ossessione del Bullo per la simmetria: in fondo, il loro modo di comportarsi è simile…

Nelle quattro scene del corridoio, gli occhiali assumono un ruolo dinamico, creando una sorta di crescendo “comico-paradossale”. Rileggiamo la Sceneggiatura.

  • Corridoio (1). Il bullo toglie gli occhiali alla vittima e glieli infila nel taschino.
  • Corridoio (2). E’ la Vittima stessa a togliersi gli occhiali e a riporli nel taschino.
  • Corridoio (3). La Vittima mostra sin dall’inizio gli occhiali nel taschino. Nella scena dell’omicidio, la Vittima si toglie gli occhiali e li pone sul viso del Bullo, un attimo prima che muoia.
  • Corridoio (4). La nuova Vittima indossa gli occhiali, mentre l’ex-Vittima (ora divenuto Bullo) non li ha più. Simbolicamente, il suono nuovo status sociale gli ha permesso di “riacquistare” la vista.

Il Bullo è connotato da due elementi: il chewing-gum che mastica continuamente e il mazzo di chiavi che porta appeso ai pantaloni (chiaramente visibile nella prima scena della distribuzione della pizza).

In Sala Computer si trova anche un pianoforte (vedi musica), che il Bullo si diverte a strimpellare rozzamente e sopra il quale accumula giorno dopo giorno i succhi di frutta della Vittima. Da qui emergono due dati importanti:

  • il numero dei succhi conferma allo spettatore che gli agguati del Bullo alla Vittima sono ben più dei tre mostrati nel film;
  • la posizione dei succhi, perfettamente allineati, suggerisce che il Bullo presenta una psiche complessa, un’ossessione per la simmetria che va ben oltre l’idea di sopraffare i più deboli.

Oltre al pianoforte, il salone è disseminato da un gran numero di leggii in metallo. Essi diventano protagonisti nella penultima scena, quando il Bullo li trascinerà con sé nella sua caduta. Viene qui esplicitamente replicato un topos del cinema classico: il Cattivo muore sempre in modo “appariscente”, scenograficamente rovinoso, coinvolgendo gli oggetti più disparati.

Altra presenza importante (alla quale non si fa subito attenzione, ma che è presente in tutto il corto) sono i disegni alle pareti, caratterizzati da un colore sgargiante e festoso. Nella prima scena in Corridoio, i disegni appaiono sia alle spalle del Vittima, sia alle spalle dei suoi aggressori, rafforzando ulteriormente la simmetria della situazione. Nella scena dell’omicidio, un altro disegno si intravede sullo sfondo.

Oltre ai disegni, un poster di cartoni animati è visibile nella cameretta della Vittima, mentre sta per iniettare il veleno nel succo. Un’apparizione che rimanda di nuovo al tema dei fumetti.


  >> Costumi


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