GIRARE UN VIDEO SCOLASTICO

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Come realizzare un cortometraggio in classe, con pochi mezzi, qualche alunno e tante idee.
Un piccolo manuale in 16 capitoli, dal soggetto iniziale alla realizzazione finale.

Premio Gold Indire 2010

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pizza e succoLA SCELTA DEL TEMA: IL BULLISMO

Nell’anno scolastico 2008/09, i docenti del Laboratorio CurziCinema Riccardo Massacci e Dante Albanesi avviano la realizzazione del cortometraggio Succo di mela, al quale partecipa la classe 3ª C della Scuola Media “Curzi” di San Benedetto del Tronto (AP). Il Laboratorio è attivo sin dal 2000, realizzando ogni anno vari corti e documentari. Qui c’è una presentazione delle nostre attività, eventualmente aperte anche a collaborazioni con altri istituti e associazioni.

Si partiva dalla necessità di motivare ulteriormente verso attività produttive alcuni alunni particolarmente vivaci, che però nell’anno precedente avevano dato prova di riuscire nelle attività di gruppo. Ciò che segue è il racconto della nostra esperienza.

La prima domanda era: cosa raccontare? Quale dovrà essere il SOGGETTO del nostro corto? Un importante spunto viene offerto dalla partecipazione nel novembre 2008 al concorso nazionale di cinema scolastico Sottodiciotto Film Festival di Torino (con il nostro corto Stella), dove i ragazzi hanno potuto confrontarsi con i video prodotti da tantissime scuole di tutta Italia. Numerosi erano i film che affrontavano l’argomento del bullismo, diversi uno dall’altro, ma tutti accomunati da un improbabile lieto fine, certo auspicabile ma assai poco corrispondente alla realtà dei fatti.

Nasce così l’idea di realizzare una storia dai contenuti surreali e grotteschi, che non si discostasse da certe fantasie che si affacciano nella mente dei ragazzi. Una storia che desse la possibilità di liberare al meglio le capacità espressive tipiche dell’età preadolescenziale. L’obiettivo finale era di allontanarsi da vicende che “imitassero” la realtà, ma che, creandone una nuova, né consolatoria né didascalica, sviluppasse un nuovo pensiero e una più acuta interpretazione critica.

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CREAZIONE DI UN PERSONAGGIO

Da dove comincia una storia? Da un luogo, da una situazione, oppure da un personaggio centrale. Proviamo dunque a redarre (sia pure per brevi accenni) un profilo psicologico del Bullo, una sua “carta d’identità” che potrà servire da fonte d’ispirazione per le situazioni narrate nel cortometraggio. Questi i principali connotati:

  • Carattere aggressivo e ostilità verso il prossimo. Un sentimento spesso generato da esperienze negative con genitori e parenti, ad esempio il sentirsi non amati e/o controllati.
  • Basso livello di empatia. Resta insensibile all’evidente sofferenza del prossimo.
  • Forte influenza di modelli aggressivi, provenienti dalla vita reale e/o da film e video violenti.
  • Si compiace della sottomissione altrui. Trova gratificante dominare i suoi compagni e ottenere da loro complicità e/o remissività.
  • È convinto che la prepotenza paghi. In molti ambienti scolastici il bullo è ammirato dai compagni. Riesce ad ottenere tutto ciò che vuole e ha meno probabilità di essere attaccato o criticato.
  • Si ribella alla “monotonia” dell’ambiente. Le sue azioni violente sono un mezzo per rendere meno “noiosa” la vita scolastica.
  • Crede che il proprio comportamento sia divertente, specialmente quando si fa parte di un gruppo che molesta qualcuno.
  • Crede che alcuni individui meritino di essere maltrattati. Ad esempio, persone di diverso orientamento sessuale, etnia o religione.
  • È convinto che sia la vittima a provocare lo scontro. Paradossalmente, il Bullo considera il proprio comportamento come una “vendetta”.
  • Non vuole cambiare e non pensa che ciò sia possibile. Il Bullo è sempre stato trattato come un soggetto problematico, ed è dunque convinto che questa situazione si protrarrà per tutta la vita.

Questo, in sintesi, il profilo del Bullo che verrà raccontato nel nostro corto. Da questa figura scaturiranno tutte gli altri personaggi, gli ambienti in cui si muoveranno, la narrazione che li porterà da un punto iniziale ad un punto finale. Si può dunque passare alla stesura di un primo Soggetto, ovvero di un breve racconto che riassuma a grandi linee la trama del film.

[ fonte bibliografica: Cos’è il bullismo di Mario di Pietro ]


>> SOGGETTO


telecamera 2


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